La celichia e Repubblica.it: quando l’approssimazione fa mala informazione

Esce oggi un articolo su repubblica.it che riguarda la celiachia: http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2017/09/04/news/fobia_del_glutine_infondata_solo_1_6_adulti_ha_celiachia-174596204/

Il titolo è: Fobia del glutine infondata, solo ⅙ degli adulti ha la celiachia. E già qui ci sono problemi. A leggere il titolo infatti sembra che la celiachia sia al secondo posto dopo la peste nera del 1347: mentre questa ha colpito un terzo della popolazione la celiachia si ferma ad un sesto. Chiunque sappia un minimo di celiachia sa che la proporzione media in Italia è di 1 caso su 100 e infatti leggendo l’articolo il tiro viene subito corretto, dando una spiegazione già più credibile. Secondo uno studio pubblicato sul Medical Journal of Australia, dice l’articolo, il glutine fa rilevare problemi di salute in ⅙ degli adulti che sono intolleranti al glutine, che già è una cosa piuttosto diversa da quella detta nel titolo.

L’articolo prosegue spiegando che lo studio è realizzato sull’analisi dell’8% degli australiani che seguono una dieta gluten-free perché rilevano nel glutine la causa di disturbi che sono i classici associati alla celiachia: gonfiore di stomaco, mal di testa, nausea etc. Quello che non si capisce dall’articolo è se questi soggetti alla base dello studio siano dei diagnosticati o meno, cosa piuttosto rilevante ai fini delle valutazioni. Se infatti il gruppo non ha seguito un corretto iter di diagnosi qualsiasi valutazione percentuale su questo non è di molta utilità non rappresentando un campione statistico significativo sul tema dell’intolleranza al glutine.

Con gli anni la celiachia si è fatta conoscere sempre in modo maggiore e ovviamente i celiaci non possono che trarre beneficio da una informazione sempre più diffusa sull’argomento. Quello però a cui si deve fare attenzione è il fare una corretta e completa informazione, altrimenti il rischio è quello di far pensare che in fondo la celiachia è una moda e non una intolleranza seria.


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