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Celiachia e Second Life - una mondo virtuale per una iniziativa reale contro l'intolleranza al glutine

D. Alessio Frau è il fondatore del gruppo Antares Services su Second Life con sede in una terra chiamata Marinela – Gluten Free Point, un'associazione che cerca di fare informazione sul tema della celiachia su SL. Come è nata questa idea?
R. Come spesso accade, tutto è nato per gioco e per curiosità, nel percorso virtuale di un avatar in Second Life una delle tappe fondamentali è la creazione di un proprio gruppo, un gruppo che sia indice attraverso il numero dei suoi iscritti, della capacità di ciascuno di farsi conoscere e in un certo qual modo diventare popolare.
La motivazione che però mi ha spinto a creare un gruppo che si occupasse di celiachia, piuttosto che uno che si occupasse di qualsiasi altro argomento però, è stata fondamentalmente di carattere sentimentale.
Infatti quasi dieci anni fa, mia moglie, scopriva di essere celiaca, di conseguenza da quel momento in poi tutte le problematiche legate alla Celiachia sono diventate "pane quotidiano" (ovviamente pane senza glutine).
Da qui l'idea di cercare di riunire anche nella vita virtuale tutte le persone che volessero poter dire la loro su questo argomento.


D. Spesso Second Life viene visto dai non addetti ai lavori come un complicato sistema di chat e interessi virtuali e fa notizia solo quando si muovono grossi quantitativi di denaro. Questa tua iniziativa sembra dimostrare che invece c'è un aspetto sociale che non si limita alla semplice conoscenza, ma che assume forme organizzate e che si prefiggono uno scopo, utilizzando il mezzo come pretesto di aggregazione. Quali sono gli obiettivi che il progetto Antares si pone a medio e lungo termine?
R. Credo che ai "veterani" di Second Life non possa sfuggire che uno dei motori di Second Life, forse il più grosso, siano gli interessi in gioco e quindi il denaro, ma credo che essendo questa vita virtuale per molti aspetti simile a quella reale questo sia inevitabile.
Quello che però un osservatore attento non può trascurare è che Second Life offre ai suoi "residenti" mezzi e possibilità potenti che se usati nel giusto modo, aiutano alla creazione di tanti "motori" ausiliari che concorrono nel far muovere questo mondo.
Le attività che si occupano del sociale su Second Life sono innumerevoli e tante ne nascono ogni giorno.
Per quanto mi riguarda, è giusto dire che essendo il mio un progetto a scopo benefico, ho trovato molte più porte aperte e molte più persone disponibili che se avessi avviato su Second Life un'attività commerciale.
Il progetto Antares nasce con un solo scopo, far conoscere la celiachia e le problematiche ad essa collegate a chiunque sia interessato, che sia celiaco o no.
Questo attraverso la creazione di luoghi dove incontrarsi, convegni, e attività di qualunque genere che siano in grado di riunire quante più persone possibili.
Sono convinto che quanto più si parla di Celiachia tanto più si possa ridurre questa patologia a un "diverso modo di vivere la vita", semplificando notevolmente le problematiche che il celiaco deve affrontare nella sua vita quotidiana.
Per quanto riguarda il futuro il progetto Antares è un progetto aperto e in continua evoluzione, quindi adattabile a qualunque iniziativa che abbia come punto fermo l'argomento Celiachia.

D. Si parla sempre più spesso di network sociali, ovvero di aggregazioni online di persone unite da comuni interessi che rimangono in contatto grazie a sistemi web disegnati appositamente per offrire un punto d'incontro. Second Life appartiene a questa categoria?
R. Indubbiamente Second Life è anche questo, migliaia di persone con interessi e passioni comuni ci si incontrano ogni giorno, ma Second Life è anche molto altro perché è in grado di offrire strumenti e potenzialità che non sono presenti in altri sistemi come chat o forum.
La possibilità di acquistare un proprio spazio e di costruire sono due esempi, ma anche il poter vedere una rappresentazione in tre dimensioni, nostra e dell'interlocutore, ha il suo ruolo importante.

D. La celiachia viene spesso definita una "malattia sociale" perché influenza il modo di rapportarsi dell'intollerante al glutine con tutta la realtà che lo circonda, arrivando a creare problemi di natura emotiva. Quanto è importante il confronto e il "non sentirsi soli"? E Second Life, con il suo modo di replicare la realtà molto più fedelmente di quanto un qualsiasi sito web possa fare, ha delle possibilità in più?
R. Questo è esattamente il cuore del mio progetto, credo che in fondo non sia la patologia in se a fare il malato, almeno non nel caso della celiachia, ma molto di più il modo in cui il celiaco vive la propria vita rapportandosi con gli altri.
Ho conosciuto celiaci che anche dopo anni dalla diagnosi non riescono a convivere serenamente con la celiachia, e altri che invece attraverso la celiachia hanno conosciuto nuove persone, adattandosi al nuovo stile di vita che la celiachia imponeva loro.

D. Il futuro di Antares Services è tutto dentro SL oppure l'intenzione è di partire dalla seconda vita per arrivare alla prima? Se si, in che modo?
R. Direi che questa intervista è l'esempio del fatto che Antares Services non vuole chiudersi nel mondo di Secon Life, ma aprire una strada a doppio senso che possa portare indifferentemente dal virtuale al reale e viceversa, a piacimento e con le modalità di tutti le persone che vorranno aderire a questo progetto.